Il mio percorso
Il mio avvicinamento all’introspezione e alla spiritualità è nato con la meditazione, che mi ha sostenuta in un periodo buio della mia vita.
Un percorso che, per due anni, mi ha permesso di avvicinarmi a pratiche diverse, dal training autogeno alla mindfulness, fino alla meditazione Zen, scoprendo gradualmente quanto potesse essere importante creare uno spazio di quiete e di presenza anche nei momenti più difficili.
Poi è arrivato lo Yoga.
Ho scoperto che il movimento, il respiro e il lavoro sul corpo potevano diventare una preparazione naturale alla meditazione e, soprattutto, che la pratica poteva accompagnarmi in modo concreto anche fuori dal tappetino.
Quello che stavo sperimentando su di me è diventato una delle ragioni per cui ho scelto di approfondire lo Yoga e, successivamente, di insegnarlo.
Dalla pratica all’insegnamento
Da lì ho scelto di intraprendere un percorso di formazione per diventare insegnante di Yoga.
Hatha Yoga della tradizione di André Van Lysebeth, una formazione che ho avuto la fortuna di approfondire con la mia maestra Françoise Berlette.
Attraverso la sua scuola ho studiato le diverse dimensioni della pratica: Asana, Pranayama, Yoga Posturale.
Già al termine del primo anno di formazione, nel 2015, ho iniziato a insegnare, incoraggiata e sostenuta dai miei maestri.
Da qui è nato Shakti Yoga
L’insegnamento per me si è rivelato il modo più autentico per continuare a studiare, praticare ed esplorare.
Il tappetino come laboratorio, la vita come luogo dove la pratica prende forma.
Fin dall’inizio, ho capito quanto il respiro fosse la chiave di volta per riscoprire il corpo. Nel tempo ho continuato ad approfondire questo aspetto, in particolare attraverso lo Yoga Posturale, integrandolo sempre più nel mio modo di insegnare e di lavorare.
Da Shakti Yoga a Shakti Lab
Mentre il mio percorso si ampliava e iniziavano ad affiancarsi allo Yoga altre pratiche, ho sentito che anche il nome Shakti Yoga non rappresentava più completamente ciò che stavo creando.
È così che, nel 2021, Shakti Yoga è diventato Shakti Lab: un’evoluzione verso un modo più ampio di riscoprire se stessi.
Nel corso degli anni ho continuato a formarmi e ad approfondire il lavoro sul corpo, lasciando che ogni nuova pratica si integrasse con le altre.
L’incontro con il Reiki ha segnato una svolta nel mio approccio alla persona.
Attraverso il Reiki ho iniziato a sperimentare in modo nuovo il contatto manuale e le sue possibilità, scoprendo quanto il tocco potesse essere uno strumento potente di ascolto.
Nel 2024, dopo anni segnati da momenti difficili, ho ricevuto la diagnosi di disturbo bipolare.
È stato un momento molto forte della mia vita, che ha consolidato ancora di più l’amore che metto nel mio lavoro. Credo che la mia capacità di riconoscere, con maggiore empatia, la sofferenza di una persona derivi anche da questo.
Così è nato il desiderio di trovare uno strumento che mi permettesse di entrare in relazione con l’altra persona, senza necessariamente passare dalle parole.
Il massaggio è stata la risposta.
Il mio approccio si è ampliato nel tempo attraverso l’integrazione di pratiche diverse, che continuano a dialogare tra loro.
La curiosità fa parte del mio modo di essere insegnante e mi porta a continuare la formazione e mettermi in discussione.
Oggi Yoga, pratiche corporee, massaggi e Reiki convivono all’interno di Shakti Lab, senza perdere la propria identità.
Sono strumenti diversi, che possono essere utilizzati singolarmente oppure entrare in relazione tra loro.
È in questo spazio di esperienza ed esplorazione che può nascere, nel tempo, una riscoperta di sé.
Se vuoi approfondire ciò che desidero trasmettere durante la pratica Yoga, puoi leggere

