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Yoga Posturale

Quando scoprirai chi sei, riderai di ciò che credevi di essere...

Lo Yoga Posturale

La mente mente, il corpo non mente.

Il corpo parla. Racconta la nostra storia, le nostre abitudini e il modo in cui ci siamo adattati alle diverse situazioni. A volte esprime ciò che le parole non riescono a dire.

Da qui nasce il mio modo di intendere lo Yoga Posturale.

Non mi interessa portare il corpo verso una postura ideale, perché non esiste una postura perfetta: non siamo anatomicamente simmetrici.

Quello che mi interessa è la possibilità di adattarsi.

Una postura può essere adatta in un momento e non esserlo in un altro. Possiamo avere bisogno di raccoglierci, di aprirci, di spostarci, di cambiare appoggio, di respirare in modo diverso. Il problema nasce quando il corpo rimane bloccato in un’unica possibilità e perde la capacità di adattarsi a ciò che sta facendo.

Per questo, nella pratica, non cerco di insegnarti semplicemente come stare dritta. Cerco di aiutarti a sentire come stai, a riconoscere le tue abitudini corporee e a scoprire che puoi muoverti e stare nel corpo in modi diversi.

Non per costruire un corpo perfetto, ma per restituirgli le sue possibilità.

Il respiro e il diaframma

C’è un movimento che accompagna ogni istante della nostra vita: il respiro.

Respirare è una funzione che avviene involontariamente, senza che dobbiamo pensarci, ma possiamo anche interagirci attraverso la nostra volontà. Possiamo cambiare il ritmo, la profondità, il modo in cui inspiriamo ed espiriamo. È proprio questa particolarità a rendere il respiro così importante nel lavoro corporeo: è una funzione automatica sulla quale possiamo consapevolmente intervenire.

Nel lavoro posturale il respiro diventa quindi la chiave di volta per la nostra pratica. Possiamo accorgerci, per esempio, che alcune zone del corpo partecipano molto alla respirazione mentre altre si muovono poco, oppure che tendiamo a trattenere il respiro o a spingerlo sempre nella stessa direzione.

Il diaframma è il principale muscolo della respirazione e il suo movimento non riguarda soltanto il torace e l’addome, ma si integra con l’organizzazione e il movimento di tutto il corpo. Per respirare in modo funzionale, il diaframma deve coordinarsi con gli altri muscoli coinvolti nella respirazione, in un movimento armonico e adattabile.

Per questo non mi interessa insegnare semplicemente a respirare in un certo modo. Mi interessa aiutare la persona a riconoscere il proprio respiro e, quando necessario, a ritrovare una respirazione più naturale, libera e funzionale.

A volte, soprattutto quando siamo in tensione, pensiamo che per respirare meglio sia necessario prendere più aria. In realtà è altrettanto importante imparare a lasciarla uscire, senza trattenerla.

Anche il respiro, come il corpo, ha bisogno di poter cambiare. Un respiro funzionale non è un respiro sempre uguale, ma un respiro capace di adattarsi a ciò che stiamo facendo.

Movimento e consapevolezza

Il respiro accompagna il movimento e ci aiuta a percepire ciò che accade nel corpo.

Attraverso la pratica possiamo osservare come ci organizziamo, dove tendiamo a trattenere, quali parti del corpo partecipano e quali invece rimangono meno coinvolte.

Non si tratta di eseguire un movimento nel modo “giusto”, ma di creare le condizioni per poterlo sentire e, attraverso questa consapevolezza, trovare possibilità diverse.

La pratica diventa così un modo per conoscere meglio il proprio corpo, riconoscere le proprie abitudini e recuperare gradualmente maggiore libertà e capacità di adattamento.

Una pratica che si adatta alla persona

Ogni corpo è diverso e porta con sé caratteristiche, abitudini ed esigenze proprie.

Anche all’interno di una pratica di gruppo, per questo, non cerco che tutti facciano esattamente la stessa cosa. Propongo possibilità diverse, perché ognuno possa trovare il modo più adatto di lavorare, rispettando i propri tempi e senza forzare.

Quando invece è necessario un lavoro più specifico, la pratica può essere approfondita attraverso un percorso individuale, nel quale esercizi e modalità di lavoro possono essere scelti e modulati sulle caratteristiche della persona.

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